Benvenuti

A San Pelagio nonna Bianca arrivava con il tiro a quattro. Oggi è trascorso più di un secolo e molte cose sono cambiate. Le grandi sale, un tempo abitate, si sono riempite di preziosi modelli di macchine volanti, di storiche divise, di cimeli aeronautici, per raccontare la storia del volo e il raid su Vienna di Gabriele d’Annunzio, partito proprio da qui. Oggi il Castello di San Pelagio vive carico delle sue memorie pubbliche e private, in armonia con il passato e sempre vigile sul suo futuro possibile. La parola che sento più spesso appena una persona entra a San Pelagio è WOW, e questo è quello che mi auguro per la vostra visita!

N.D. Ricciarda Avesani Zaborra

direzione

STAFF 

 

Alessandro Lazzaro

coordinamento e organizzazione

Liliana Vanzan

archivio e biblioteca

Nicoletta De Nicolo

didattica e percorsi culturali

Jessica Pellegrin, Giorgia Gobbo

visite guidate e gestione social

Storia del Castello

L’imponente torre merlata sorge nel Trecento su volere dei Da Carrara, signori di Padova, per difendersi dagli Scaligeri di Verona. In seguito, dal 1544, la famiglia Sant’Uliana acquisisce il castello. Nel 1752 i Conti Zaborra ottengono la proprietà, ampliano il complesso realizzando le barchesse ad uso agricolo e rimodernano l’ala padronale per adattarla a residenza signorile. Da San Pelagio, il 9 Agosto 1918, la squadriglia aerea di Gabriele d’Annunzio decolla per il folle “Volo su Vienna”, su cui lancia migliaia di volantini invitanti alla resa. Il racconto di quegli eventi è centrale nell’idea di trasformare la Villa in museo: nel 1976 inizia il restauro della struttura e il 20 settembre 1980 apre al pubblico il Museo del Volo. Da allora, la famiglia dei Conti Zaborra è tornata ad abitare questo Castello ricco di memorie private e storiche. La barchessa accoglie matrimoni, eventi privati e business e nel salone da ballo volano le mongolfiere! Il complesso guarda sul grande giardino, verso la collinetta, i labirinti e sullo sfondo i Colli Euganei.

 

Conti Zaborra

Le prime tracce del capostipite Gerolamo Zaborra il Vecchio risalgono al 1542, quando lascia la corte ducale di Monaco di Baviera e si stabilisce a Bassano del Grappa, acquistando case e terreni. Un secolo dopo, uno dei nipoti si trasferisce a Padova per imparare l’arte della lana all’università del lanificio. Nel 1711 ottiene il titolo di Conte. Suoi eredi sono i due figli Gerardo e Roberto; quest’ultimo si dedica al restauro della proprietà di villa di Terradura a San Pellaio, un tempo parte del feudo dei Sant’Uliana e poi dei Dotto De’ Dauli, dai quali gli Zaborra l’avevano acquistato. Gerardo e Roberto, entrambi senza figli, nominano erede universale il nipote Paolo Zaborra (1768). La discendenza prosegue con Edoardo e in seguito con suo figlio Paolo che avrà cinque figli. Il figlio Cesare sposa Bianca Canali da cui avrà Giorgia e Cesarina. Giorgia sposa l’architetto Alberto Avesani. I loro quattro figli sono Cesare, Francesca, Alessandra e Ricciarda, oggi contessa di San Pelagio.

Restauri

Restauro Torre trecentesca (2021-2022)

Il progetto è stato co-finanziato dalla Regione Veneto e dalla Fondazione Cariparo sotto il coordinamento del Comune di Due Carrare, entro il primo semestre del 2022. Nell’ambito della politica culturale della Regione del Veneto le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale hanno trovato spazio attraverso i finanziamenti dei fondi PAR  FSC 2007-2013 e fondamento negli atti di programmazione regionale, quali il Programma Regionale di Sviluppo (PRS). In quest’ultimo ambito si inserisce il progetto di Restauro Conservativo della Torre approvato e finanziato come da DGR n. 260/2019. La Fondazione Cariparo nella pubblicazione delle Delibere 2019, Linea strategica 7 “Valorizzazione e tutela del patrimonio storico-artistico” ha assegnato un importante contributo al progetto riconoscendo, come già la Regione Veneto,  il Castello di San Pelagio come uno dei luoghi simbolo della Grande Guerra.

I lavori sono stati eseguiti dalla ditta Tono Costruzioni sotto la direzione dell’architetto Bruno Martini. 

 

Restauro Facciate esterne (2021-2022)

L’iniziativa legislativa di cui all’art. 1, commi da 219 a 224 della legge 27 dicembre 2019, n. 160 ha offerto un’importante occasione per il restauro delle facciate esterne del Castello di San Pelagio. Il fronte verso la strada presenta un paramento murario in mattoni faccia vista, con pochi lacerti di intonaco nella porzione superiore. Atteso che tale aspetto è oramai storicizzato ed elemento distintivo del fronte principale, la linea progettuale scelta e verificata con l’organo di tutela è stata quella di mantenere in vista i mattoni, limitando l’intervento alla rimozione della micro-vegetazione, macchie e incrostazioni presenti, a scuci-cuci mirati, alla stilatura dei giunti e alla protezione dell’intera superficie. Le parti lapidee e i lacerti di intonaco sono stati trattati con analogo intento conservativo. L’intonaco presente è stato consolidato e protetto, con integrazioni a sagramatura nelle parti mancanti, al fine di dare unità di lettura alla superficie.

I lavori sono stati eseguiti dalla ditta A.R Arte e Restauro sotto la direzione dell’architetto Massimiliano Rizzitelli. 

Collaborazioni

Take It Slow – Smart and Slow Tourism Supporting Adriatic Heritage for Tomorrow (2022)

Il Castello di San Pelagio tramite la Regione Veneto è partner del progetto europeo finanziato nell’ambito del programma Interreg Italia-Croazia, che vede coinvolti enti territoriali di tutta la dorsale adriatica, dalla Puglia al Friuli Venezia Giulia e lungo tutta la costa croata. Il progetto, di valenza strategica, punta a gestire e promuovere la regione adriatica come una destinazione integrata, sostenibile, accessibile, verde e lenta, basandosi sulla valorizzazione del patrimonio naturale e culturale tangibile e intangibile, tanto delle coste quanto delle aree interne.

 

La Regione del Veneto ha avviato una serie di interventi per potenziare l’offerta turistica puntando sulla consapevolezza e il rispetto, tanto dell’ambiente quanto delle persone, per creare in Veneto destinazioni sempre più sostenibili e accessibili, considerando i bisogni di tutti. L’obiettivo è di far conoscere il patrimonio in modo chiaro, comprensibile e accessibile a tutti. La Regione ha perciò realizzato guide in C.A.A. (Comunicazione Aumentativa Alternativa), modelli tridimensionali e mappe tattili per permettere a ogni visitatore di godere di un patrimonio unico come quello di ville, castelli e altri edifici storici del Veneto, attraverso informazioni chiare e narrazioni semplici.

 

Le guide riguardano importanti edifici storici delle province ammissibili nelle progettualità del programma Interreg Italia-Croazia, ovvero Padova, Venezia e Rovigo. 3 codici – immagini, parole e simboli – si integrano con armonia: nella guida C.A.A. troviamo foto, per raccontare ciò che si trova nella villa, testi, di facile lettura e adatti a persone con lieve dislessia, pittogrammi e simboli Widgit Literacy Symbols (noti come Rebus). Una brochure per tutti, un valido compagno di viaggio per bambini con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, con difficoltà cognitive o che ancora non hanno acquisito la capacità di letto-scrittura e per ragazzi di madrelingua non italiana, per persone con disabilità cognitiva e con autismo, ma anche per persone anziane e straniere.

SCARICA LA GUIDA C.A.A.