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“A San Pelagio nonna Bianca arrivava con il tiro a quattro. Oggi è trascorso più di un secolo e molte cose sono cambiate. Le grandi sale, un tempo abitate, si sono riempite di preziosi modelli di macchine volanti, di storiche divise, di cimeli aeronautici, per raccontare la storia del volo e il raid su Vienna di Gabriele d’’Annunzio, partito proprio da qui.

Oggi il Castello di San Pelagio vive carico delle sue memorie pubbliche e private, in armonia con il passato e sempre vigile sul suo futuro possibile.”

 

Ricciarda Avesani Zaborra

castello di san pelagio

Storia del castello

L’imponente torre merlata sorge nel Trecento su volere dei Da Carrara, signori di Padova, per difendersi dagli Scaligeri di Verona. In seguito, dal 1544, la famiglia Sant’Uliana acquisisce il castello.

Nel 1752 i Conti Zaborra ottengono la proprietà, ampliano il complesso realizzando le barchesse ad uso agricolo e rimodernano l’ala padronale per adattarla a residenza signorile.

Da San Pelagio, il 9 Agosto 1918, la squadriglia aerea di Gabriele d’Annunzio decolla per il folle “Volo su Vienna”, su cui lancia migliaia di volantini invitanti alla resa. Il racconto di quegli eventi è centrale nell’idea di trasformare la Villa in museo: nel 1976 inizia il restauro della struttura e nel 1980 apre al pubblico il Museo del Volo, alla presenza di Maria Fede Caproni – figlia di Gianni Caproni, pioniere dell’aviazione del primo Novecento.

Da allora, la famiglia dei Conti Zaborra abita questo Castello ricco di memorie private e storiche. La barchessa accoglie eventi privati e business e nel salone da ballo volano le mongolfiere. Il complesso guarda sul grande giardino, verso la collinetta e i labirinti. Dall’androne sotto la torre si snodano ancora i passaggi sotterranei segreti dell’antico castello carrarese.

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La Famiglia Zaborra

Le prime tracce del capostipite Gerolamo Zaborra il Vecchio risalgono al 1542, quando lascia la corte ducale di Monaco di Baviera e si stabilisce a Bassano del Grappa, acquistando case e terreni.

Un secolo dopo, uno dei nipoti si trasferisce Padova per imparare l’arte della lana all’università del lanificio. A 33 anni è proprietario della ditta GioBatta Zaborra, che segna l’inizio delle fortune sociali e finanziarie del ramo padovano della famiglia. Nel 1711 ottiene il titolo di Conte.

Suoi eredi sono i due figli Gerardo e Roberto; quest’ultimo si dedica al restauro della proprietà di villa di Terradura a San Pellaio, un tempo parte del feudo dei Sant’Uliana e poi dei Dotto De’ Dauli, dai quali gli Zaborra l’avevano acquistato.

Gerardo e Roberto, entrambi senza figli, nominano erede universale il nipote Paolo Zaborra (1768). La discendenza prosegue con Edoardo e in seguito con suo figlio Paolo, dopo che l’altro figlio, Giovanni, è vittima di un complotto ordito dal giudice Giacomo Custoza, invaghitosi di sua moglie Francesca Tagliaferri.

Paolo ed Erminia Ferrari avranno cinque figli, fra cui Cesare, che sposa Bianca Canali e con cui avrà Giorgia e Cesarina. Giorgia sposa l’architetto Alberto Avesani. I loro quattro figli sono Cesare, Francesca, Alessandra e Ricciarda, oggi contessa di San Pelagio.

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IL TEAM

team castello di san pelagio

N.D. Ricciarda Avesani Zaborra

direzione

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progetti e finanziamenti

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coordinamento e organizzazione

info@castellodisanpelagio.it

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archivio e amministrazione

amministrazione@castellodisanpelagio.it

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didattica e percorsi culturali

didattica@castellodisanpelagio.it